"Non riconfermare Caserta alla guida del Perugia sarebbe un brutto segnale"

27.05.2021 09:33 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
"Non riconfermare Caserta alla guida del Perugia sarebbe un brutto segnale"

Sul Perugia ecco cosa ne pensa  l'opinionista e docente Marco Casavecchia. "Punto e ... a capo. Ci risiamo con le "sparate" da predellino o da balcone? Non c'è che dire, è proprio vero, il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Perugia forte, più del Padova," costretto" a comprare a gennaio. Stessa boutade di Giannitti. Una punta vera serviva eccome,  invece abbiamo preso un colosso ... di Rodi, un centrocampista da recuperare, dopo un lungo periodo di panchina, ed un portiere che doveva coprire le spalle a Fulignati. Vabbè.Tanto ci sarà sempre il fedelissimo turno che ci riparlerà di conti a posto, di risorse limitate e di oculatezza gestionale. E qui, dopo il "punto", veniamo al "capo": nodo allenatore. Premetto che, a mio parere, un buon 80% del merito della promozione spetta al tecnico, se non altro, per la capacità dimostrata di gestire un gruppo iniziale ridotto, sfiduciato e per nulla adeguato allo scopo. Partito tra carenze di organico, ritardi organizzativi, con una rosa incompleta e fatta di giocatori incerti sul proprio destino, in un ambiente deluso per la retrocessione e in rotta con la Dirigenza, ha saputo tenere duro, anche nei periodi più difficili, sull'orlo della sfiducia da parte della Società, che, si dice, fosse già pronta a dicembre-gennaio, a sostituirlo alla guida del Perugia. Un tecnico capace di adattare il gioco ai giocatori e viceversa. Mascherando le carenze strutturali (punta e mezzeali) o infortuni e squalifiche, con un'alchimia tattica e con strategie mutevoli ad ogni partita, degne di un vero comandante. La sua mancata riconferma, sarebbe un brutto segnale, da parte della Società, in quanto potrebbe denotare una difficoltà nella gestione dei rapporti, con lo staff tecnico, problema che ogni anno si ripresenta, visti i tanti allenatori che si sono succeduti a Perugia. Potrebbe significare che economicamente non ci sono le risorse per soddisfare la giusta richiesta di garanzie sulla formazione della futura rosa o anche il fatto che Caserta potrebbe non avere voce in capitolo sulla scelta degli uomini con cui lavorare. Tutte garanzie che lui potrebbe trovare a Benevento, Parma, Brescia. E qui veniamo al sodo. Salvare la categoria si può  da quintultimi o da decimi. Ma in una B, tosta e difficile, perdere il timoniere, e ricominciare daccapo sarebbe pericoloso. Se dovesse andarsene non ci strapperemo le vesti o magari vorremmo vedere un altro al suo posto, perché lui non sarebbe da B? Tutte le opinioni son legittime, ma domandatevi se le ricche società di cui sopra stanno tutte prendendo un abbaglio, puntando su di lui. Con l'addio di Caserta, quasi sicuramente, se ne andrebbe Elia (già ambito da Empoli e compagnia). Mancano alcune conferme (Monaco in testa) a garanzia di quella continuità e programmazione mai vista a Perugia e questo, al momento, non è un buon segno, che diventerebbe pessimo, se Santopadre e Giannitti dovessero rinunciare a Caserta. Insomnma, ricominciamo con le sparate, con il cambio in panchina, e con il solito giochetto del "aspettiamo le occasioni last minute"? Mi auguro di no. Voi?".