Il grido d'allarme degli enti di promozione! "Stanno facendo morire lo sport! Fermate questa infamia!"

22.03.2021 22:22 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Fonte: Antonello Menconi
Il grido d'allarme degli enti di promozione! "Stanno facendo morire lo sport! Fermate questa infamia!"

E' Fabbrizio Paffarini, presidente del Csen Umbria e componente del Consiglio del Coni regionale a manifestare il malcontento degli enti di promozione dello sport. "Basta, è una vera infamia - dice Paffarini - con il sistema sport che è stato distrutto non soltanto dalla pandemia, ma anche dalla cecità e dall'arroganza della politica e dei gestori di vertice, sempre pronti a saltare sul carro dei vincitori, dai sindaci alle massime cariche governative, per poi abbandonare così, tra debiti e disperazione, migliaia e migliaia di persone meritevoli di diversa considerazione. Sono stufo di evidenziare da mesi i devastanti aspetti educativi, salutistici, sociali e relazionali che le chiusure selvagge e indebite allo sport, all'arte, al teatro e al sociale controllato e sanificato hanno comportato e non tollero più che una marea di presidenti, tecnici e collaboratori siano ridotti alla fame. Le associazioni sportive, artistiche, culturali e ricreative hanno ormai accumulato debiti inesigibili e in tanti hanno già chiuso tra una indifferenza disarmante. Stiamo dando il colpo finale al più valido tipo di volontariato italiano, il welfare che ha prodotto, spesso gratuitamente, salute, educazione, etica, formazione, gioco e divertimento finanche ai campioni". Paffarini aggiunge che "eppure siamo già agli inizi del secondo anno  di chiusure per il Coronavirus e lo Stato non ci dice come pensa possa nutrirsi e vivere tanta gente. Dove sono finiti i contestatori televisivi seriali? Tutto tace e tutti inginocchiati al cane del padrone e intanto la gente muore e la fila alla Caritas". Sottolinea che "oltre alle Asd e Ssd abbandonate, ad oggi, quella dei tecnici e dei collaboratori sportivi sarà la nuova categoria dei disoccupati, poiché nessuna associazione sportiva, anche laddove sopravvissuta, potrà permettersi di inquadrarli a contratto di lavoro come è previsto dalla Riforma dello sport fatta slittare al 2022 da codesto governo, sancito nel Decreto Sostegni, forse per far morire a fuoco lento. Chi pensa il contrario o non sa leggere o non sa cosa sia il dilettantismo in Italia. La bozza prevede rimborsi da 400€ a 1.200€ per i singoli di Gennaio, Febbraio e Marzo 2021 in base alle somme dichiarate e percepite nel 2019 e in base ai contratti in essere, scaduti entro la data del 31 dicembre 2020 (anche se non rinnovati si considerano cessati a causa dell’emergenza Covid e pertanto validi al fine di beneficiare del bonus 2021). Ma attenzione, il riferimento ai compensi percepiti nel 2019 rischia tuttavia di lasciare fuori quei contratti avviati per la prima volta nel 2020. Costoro, presumibilmente, potranno presentare apposita domanda sulla piattaforma di Sport e Salute dal 1 aprile al 15 aprile 2021, dichiarando con autocertificazione di essere in possesso dei requisiti richiesti dalla norma e, verosimilmente, documenti alla mano".