"Ecco cosa non ha funzionato al Perugia: l'aria è viziata, a prescindere..."

01.09.2020 19:17 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Fonte: Dimitri Conti
"Ecco cosa non ha funzionato al Perugia: l'aria è viziata, a prescindere..."

L'ex attaccante Fabio Bazzani, oggi collaboratore di Serse Cosmi, si è collegato in diretta a TMW Radio, nel corso di Stadio Aperto, trasmissione condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini, iniziando nella sua riflessione dalla stagione sfortunata del Perugia: "Dare un giudizio sommario non è facile, ci sarebbe un libro per stagioni così... Per riassumere: quando si cambia è perché ci si attende di migliorare, quando hanno chiamato mister Cosmi a gennaio pensavano di fare di più, ma le cose non sono andate così. Siamo partiti anche abbastanza bene, poi c'è stata una serie di risultati negativi che ha creato problemi: la vittoria pre-lockdown con la Salernitana sembrava aver messo le basi per riprendere al meglio, ma dopo poco si è di nuovo ripiombati in una situazione dove la squadra non reagiva molto, sembrava un po' piatta. I motivi sono essere tanti, la società ha ritenuto di dover cambiare un'altra volta, e tornare al pre-gennaio, richiamando Oddo. Ognuno deve prendersi la sua fetta di responsabilità, e mi fermo a prendermi la mia da sei mesi di vice-allenatore: ho ripensato a cosa potevo fare di più. Dire che è andata male solo per questo o per quello non ha senso, un errore è stato quello di pensare sempre che fosse colpa di qualcun altro. Poca autocritica da parte di tutti, io mi sono messo in discussione e volevo fare di più, anche se per come la vedo ho imparato tantissime cose in questi sei mesi, vedendo certe cose con lucidità maggiore non essendo stato il capo-allenatore. Peccato, perché so quanto ci teneva Serse e perché sono legato alla piazza di Perugia... I sogni nel calcio vanno tramutati in realtà, nel lavoro duro sul campo e nelle dinamiche di spogliatoio che non sempre sono rose e fiori. La stagione è stata segnata da troppe vicissitudini che poi hanno portato a un epilogo sfortunato. Lo sconforto della gente è anche il nostro: gli obiettivi erano diversi ma ci siamo trovati in mezzo alla tempesta. Lì avremmo voluto provare ad uscirne in prima persona, ma per una società è legittimo e giusto fare le proprie scelte e valutazioni. Bisogna rispettarle, forse non era giusto neanche cambiare Oddo a gennaio, magari il club ha sopravvalutato la rosa, pensando che si potesse fare di più. A noi rimane il rammarico delle tempistiche sull'esonero, e l'essere andati via col Perugia che era salvo. L'aria è viziata, a prescindere: se si cambia molto, mettendosi poco in discussione, può andare bene una partita o due pensando che il colpevole fosse il precedente, ma alla fine i nodi vengono al pettine".

Ci racconta l'evoluzione del suo legame con Cosmi?
"Il mister l'ho avuto da giocatore, e mi ha dato tanta fiducia. Ad Arezzo, nel '99/2000 mi ha fatto rendere, poi mi ha voluto anche a Perugia in Serie A. Questo legame ci ha portato poi ad iniziare il rapporto tra allenatore e vice, dopo che io avevo iniziato ad allenare in D nel Mezzolara. Dopo un anno mi ha chiamato e proposto il ruolo di suo vice, perché voleva cambiare lo staff. Ho detto sì al volo, per me era motivo importante di crescita. Nel rapporto sono cambiate dinamiche e visioni, ma il lato umano no: questi tre anni mi sono serviti molto per arricchire il mio bagaglio da allenatore, essendoci ritrovati anche entrambi più maturi".

A cosa mira per il suo futuro?
"Sono partito facendo il primo e l'indole è quella, ma voglio parlare per bene col mister. Ci deve essere un confronto, poi ognuno farà le sue valutazioni. Voglio però parlare con lui e capire qual è la situazione".