Anche l'Umbria potrebbe diventare "arancione": poi non si potrebbe più uscire dal proprio comune, con bar e ristoranti chiusi 24 ore

09.11.2020 09:39 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Fonte: Antonello Menconi
Anche l'Umbria potrebbe diventare "arancione": poi non si potrebbe più uscire dal proprio comune, con bar e ristoranti chiusi 24 ore

Entro oggi l'Umbria da zona “gialla” potrebbe passare a zona “arancione” (mentre appare difficile che diventi “rossa”). E' quanto circola ormai da diverse ore e con la scelta che sarebbe già sul tavolo del Governo in relazione al numero dei contagi e alla percentuale dell'occupazione dei posti letto per Covod e terapia intensiva. Se ciò si dovesse verificare cambieranno anche le misure da rispettare, che saranno ancora più restrittive. Ecco le regole da seguire se l'Umbria dovesse entrare in zona "arancione".

Limiti agli spostamenti: in qualsiasi orario del giorno o della notte, è vietato uscire dal proprio comune e dalla propria regione, salvo che per esigenze di lavoro, studio, salute e necessità, ovviamente da indicare sul modulo di autocertificazione.


Attività commerciali: bar, ristoranti e pasticcerie rimangono chiusi h24, ad esclusione di catering e mense. Concesso il servizio di asporto (soltanto fino alle 22 e con divieto di consumare in loco o nelle vicinanze) e di consegna a domicilio. Rimangono chiuse palestre, piscine e centri sportivi, così come  musei e mostre, teatri e cinema. Sospese le attività di sale scommesse, bingo e slot machine anche nei tabaccai. Chiusi anche i centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi (ad eccezione di farmacie e parafarmacie). 

- Sono aperti i parrucchieri, barbieri e i centri estetici, sono aperti anche i supermercati (e con essi tutti i negozi di generi alimentari), le farmacie e le parafarmacie.

- Tra le altre attività che rimangono aperte (proprio perché considerate di prima necessità), anche edicole, librerie e cartolibrerie, negozi di computer, elettronica ed elettrodomestici, di articoli sportivi e biciclette, concessionarie di auto e moto, i negozi che vendono prodotti per la pulizia della casa e per la cura della persona (comprese  lavanderie e tintorie), le ferramenta, i fioristi e i vivai, i negozi di animali, ed i negozi di giocattoli e vestiti per bambini.