Proprietario di club di Serie D avversario delle umbre arrestato per aver adulterato succhi di frutta

26.06.2019 16:00 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Fonte: Maria Lopez
Proprietario di club di Serie D avversario delle umbre arrestato per aver adulterato succhi di frutta

Potrebbero esserci dei risvolti assolutamente negativi per il Ponsacco per la vicenda che ha coinvolto l'amministratore delegato, e proprietario del club, Walter Bonfiglio, e suo fratello Giorgio, colpiti da una ordinanza di custodia cautelare in carcere a causa della loro azienda produttrice di succo di mela.

Secondo un'indagine della Guardia di Finanza, indagine nata in Olanda e Germania, spacciavano per succo di frutta biologico quello che in realtà era succo concentrato e sofisticato di mela. Nell'operazione delle fiamme gialle sono state eseguite nove ordinanze di custodia cautelare in carcere e il sequestro di sei società oltre a quello di beni mobili e immobili per un valore complessivo di oltre 6,5 milioni.

L'organizzazione individuata in seguito all'indagine operava fra la provincia di Pisa, Salerno, Avellino, Serbia e Croazia. Il prodotto sofisticato era prodotto da aziende formalmente localizzate in Serbia e in Croazia, ma di fatto gestite direttamente dall’Italia dai due fratelli imprenditori pisani. Il prodotto veniva poi rivenduto ad aziende leader nel settore alimentare italiano inconsapevoli che credevano di acquistare succo di mela biologico.

I fratelli Bonfiglio, secondo gli inquirenti, erano al vertice di un’associazione a delinquere che non si limitava alla contraffazione del succo ma ha prodotto un numero considerevole di documenti falsi per far si che il succo di mela ottenesse la certificazione di prodotto biologico e di provenienza europea nonché per evadere le imposte mediante l’esterovestizione di imprese satelliti – costituite in Croazia e Serbia – ma di fatto gestite direttamente dall’Italia.

Nel corso dell’operazione della Guardia di Finanza sono state sequestrate anche 1.411 tonnellate di prodotto adulterato e falsamente designato «biologico» (succhi, confetture e conserve alimentari) per un valore di 4 milioni e 848mila euro.