Parla Barone, giocatore del Perugia infortunato e mai visto sinora in campo

25.03.2020 16:15 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Parla Barone, giocatore del Perugia infortunato e mai visto sinora in campo

Questo il resto di Francesca Mencacci su La Nazione. Dall’America all’Italia, come suo padre. Joe Barone è il braccio destro di Rocco Commisso, è il direttore generale della Fiorentina, suo figlio Giuseppe invece è arrivato nel nostro Paese per coronare il sogno di giocare a pallone nel nostro Paese, dopo l’esperienza nei New York Cosmos, club di suo padre. Il Perugia, dopo un periodo di prova, gli ha fatto firmare il contratto, ma il sogno si è infranto, per il momento, per un brutto infortunio al ginocchio. E adesso la terapia, in tempo di isolamento, Giuseppe, esterno classe ’98, la fa a Firenze. «Sto bene, ogni giorno meglio, lavoro tanto per tornare in campo prima possibile. Devo essere positivo. Ora le priorità sono altre, è un momento difficile per l’Italia e non solo. Dobbiamo stare a casa, ma uniti, rispettare le regole, altrimenti il virus non si debella». Il campionato italiano, le emozioni della firma. «Quando ho firmato il contratto ho sentito subito un grande feeling con il Perugia, la serie B è un campionato difficile, per me rappresenta un’esperienza importante». Quale la differenza più importante con l’America? «I tifosi, il calore della gente. A Perugia lo avverti, questa è una piazza importante, quando giochi in casa senti la presenza dei sostenitori, ma anche quando esci per fare l’allenamento. Tutto questo in America non c’è». Ci sono in America giocatori pronti per il Perugia? «Il campionato di B è differente, ci vuole tempo per ambientarsi. Ma io credo ce ne siano di giocatori pronti per il Grifo». Perché da bambino ha scelto il calcio in una realtà dove altri sport sono più popolari? «Perché mio padre giocava a pallone all’Università di Brooklyn, mi ha trasmesso lui la passione per il calcio». Quanto si sente italiano? «Amo questo Paese, quando ero piccolo andavo sempre al mare a Pozzallo, paese di nascita di mio padre. Dell’Italia amo la Sicilia, il mare e il calcio». Cosa ti aspetti dal futuro? «Perugia è una piazza importante, vorrei vedere i tifosi felici. Non so se quest’anno torneremo a giocare, ma se accadrà possiamo sperare di entrare nei play off, la classifica è corta». Cosmi che allenatore è? «Io me lo ricordavo quando allenava il Palermo, è un allenatore che pretende tanto, ogni giorno devi andare a mille all’ora, vuole vincere. Per me è una grande persona, in campo e fuori». Sogna di giocare un giorno con la Fiorentina? «Spero di giocare un giorno in A, adesso penso però al Perugia, tornare in campo al cento per cento». Con chi ha legato? «Con Fernandes, parla inglese, ha giocato nel Manchester City. Mi ha dato una mano quando sono arrivato».