Le nuove norme: facciamo un po' di chiarezza insieme al Ministero dell'Interno

25.03.2020 14:53 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Le nuove norme: facciamo un po' di chiarezza insieme al Ministero dell'Interno

Il ministero dell’Interno ha emanato una nuova circolare, firmata dal capo di gabinetto del Viminale, Matteo Piantedosi, per chiarire alcuni punti del decreto varato dal premier Conte domenica su attività aperte e soprattutto sugli spostamenti vietati. Queste alcune indicazioni. Il divieto alle persone di spostarsi «dal comune in cui attualmente si trovano», tranne che «per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute», si legge nella circolare, «persegue la finalità di scongiurare spostamenti in ambito nazionale, eventualmente correlati alla sospensione delle attività produttive, che possano favorire la diffusione dell’epidemia». Consentiti i movimenti effettuati «che rivestano carattere di quotidianità o comunque siano effettuati abitualmente in ragione della brevità delle distanze da percorrere. Rientrano, ad esempio, in tale casistica gli spostamenti per esigenze lavorative in mancanza, nel luogo di lavoro, di una dimora alternativa a quella abituale, o gli spostamenti per l’approvvigionamento di generi alimentari nel caso in cui il punto vendita più vicino e/o accessibile alla propria abitazione sia ubicato nel territorio di altro comune». Per quanto riguarda le aziende, la cui attività non è stata sospesa dall’ultimo Dpcm, queste sono tenute a comunicare al prefetto «le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite», nonché «la ricorrenza delle condizioni previste dalla norma per la prosecuzione dell’attività. La comunicazione non è dovuta qualora si tratti di attività finalizzata ad assicurare un «servizio pubblico essenziale. Al prefetto spetta una valutazione in merito alla sussistenza delle condizioni attestate dagli interessati, all’esito della quale potrà disporre la sospensione dell’attività laddove non ravvisi l’effettiva ricorrenza delle condizioni medesime. Il meccanismo delineato dal decreto non introduce una forma di preventiva autorizzazione da parte» del prefetto ma, «legittima la prosecuzione delle attività di cui trattasi sino all’adozione di una eventuale sospensione». Per tutti questi adempimenti, sono in arrivo moduli dedicati per le comunicazioni tra le aziende e il prefetto.