E' il momento di celebrare l'ultramaratoneta Giacomo Grillo: lui è un inno alla vita come non ve ne sono al mondo!

23.08.2019 09:17 di Antonello Menconi   Vedi letture
E' il momento di celebrare l'ultramaratoneta Giacomo Grillo: lui è un inno alla vita come non ve ne sono al mondo!

Non bisognerebbe mai smettere di celebrare le gesta di uno come Giacomo Grillo, che va considerato come un vero e proprio inno alla vita. Per tutti. Da prendere ad esempio per carattere, caparbietà, generosità e voglia di farcela contro tutto. Ora a maggior ragione dopo che ha coronato il sogno della sua vita, portando a termine la Berlin Wall Race, l’evento giunto all’8° edizione che ha lo scopo di commemorare le vittime della storica divisione della città (1961-1989) e che, per questo motivo, si snoda lungo il tracciato del Muro. In tutto 100 miglia da compiere in meno di 30 ore. Lui, ultramaratoneta, classe ’58, tesserato per l’Amatori Podistica Terni, affetto da sclerosi multipla, è oggi unico al mondo. Ha portato a termine l'impresa in 29 ore, 24 minuti e 42 secondi, classificandosi al 452° posto generale (334° tra chi ha corso individualmente, 18° tra gli over 60), anche se il piazzamento è relativo, visto che per lui contava tagliare il traguardo (gli era rimasto il cruccio di essersi ritirato dopo 100 km nel 2017). Ma lui voleva quella medaglia ed ora può dirsi veramente felice. "Ho chiuso la gara devastato - ha detto - ma felice su ogni centimetro di pelle!". Lo aveva detto alla vigilia… “E' il mio grande sogno sportivo e mi aggrapperò con tutte le mie forze fisiche e mentali per portarlo al termine, e se non ci riuscirò nessun rammarico”. Non si pensi poi che la gara si è disputata su un perso semplice. Il percorso del muro di Berlino è in gran parte battuto e per lo più pianeggiante. Tuttavia comprende anche tratti non asfaltati parzialmente sabbiosi o sconnessi con pietre e radici degli alberi o anche tratti asfaltati dove sporgono le radici. Il tracciato si snoda in parte su strade pubbliche trafficate, ma anche attraversando la foresta nera. Come abbiamo più volte narrato, la storia di Giacomo è quella di chi è risorto anche grazie la corsa, di chi ha scelto di non arrendersi al destino, di chi ha ritrovato l'entusiasmo e la gioia per essersi lasciato alle spalle periodi difficili e di vera sofferenza. Una delle vicende più belle che il panorama nazionale del podismo ci può offrire, perché più che mai a lieto fine, dopo che nel 2011 aveva scoperto di esser stato colpito dalla sclerosi multipla, ritrovandosi di colpo con le gambe fragili e con un incerto destino. Dopo un intervento di angioplastica Giacomo riprese a correre (non a corricchiare…) ed oggi è un atleta che corre tutte le gare possibili (anche varie volte la settimana), regalando ad ogni traguardo uno spot di cui ognuno deve farne tesoro.