Andrea Mandorlini è stato ospite oggi a Radio Onda Libera

 di Redazione Perugia24.net  articolo letto 123 volte
Andrea Mandorlini è stato ospite oggi a Radio Onda Libera

L'allenatore Andrea Mandorlini è stato ospite a Radio Onda Libera.

Qual è la squadra della Serie A che la intriga di più?

“Da bambino tifavo Inter. A un certo punto, sul cambio di De Boer, c'è stato qualche discorso. Mi piacerebbe allenarla ma ne parlo come una questione sentimentale”.

Higuain e Dzeko 18 gol, Belotti 17, Mertens 16, Icardi 15: chi è il più forte?

“Higuain vanta dei numeri importanti. Belotti è un giovane italiano che sta facendo cose egregie. E' una rivelazione che comunque ci aspettavamo per le qualità”.

Gabbiadini al Southampton ha segnato tre gol nelle sue prime due partite: il Napoli ci ha creduto troppo poco o adesso il ragazzo si è tolto un peso?

“A Napoli non ha avvertito la fiducia completa, non è facile valutare e capire le ragioni se non sei dentro i meccanismi. Ora sta facendo bene e il Napoli ha comunque tanti giocatori e attaccanti di valore”.

Il Napoli a Madrid contro il Real su cosa dovrà puntare mercoledì sera?

“Queste sono partite belle da giocare. Ho visto il Napoli nelle ultime due partite ed è in grande salute con un livello di fiducia molto alto. Non dovrà snaturarsi. Può fare male a tutti quando è in giornata e adesso sta veramente bene anche a livello di condizione. Il Real mantiene un leggero vantaggio perché abituato a certe sfide d'alto livello, ma il Napoli gli si è avvicinato parecchio”.

Sarri ha deciso che non farà la rifinitura al Bernabeu: è un particolare di poco conto o una stranezza?

“Ci sono giocatori di statura internazionale che conoscono quello stadio. Non credo che incida, se il Napoli ha preso questa decisione ha fatto le sue valutazioni”.

Il campionato è troppo monotono tra il dominio della Juve e le ultime tre che sembrano già praticamente retrocesse?

“Monotono non direi. Non è il più bello né spettacolare, ma resta il più difficile. La Juve è sempre là, ora tornano le coppe e bisognerà vedere gli scontri diretti anche se ha un certo margine”.

Conte è primo in Inghilterra e Ancelotti in Germania solo per citare i due al top: vedremo sempre più allenatori italiani pronti a mettersi in gioco all'estero?

“Ho avuto qualche proposta da lontano e sicuramente l'interesse verso la scuola dei tecnici italiani vuol dire che ci sono capacità riconosciute e che è all'avanguardia”.

Lei con il quinquennio a Verona è uno dei pochi esempi di progetto applicato in un ciclo prolungato di un club (oggi c'è Di Francesco al Sassuolo). Per i progetti veri e duraturi serve la maturità di una piazza, la lungimiranza della dirigenza o è solo una questione di risultati?

“I risultati sono sempre davanti a tutto. Verona è una piazza importantissima con un ambiente sano e forte. Ho trovato le migliori condizioni. In Italia non è facile costruire e durare nel tempo. E' un limite”.