"Principessa dove sei?" Fa tanto rumore la lettera di Claudio Missaglia, mandato a casa dallo Spoleto Calcio

02.03.2020 19:01 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
"Principessa dove sei?" Fa tanto rumore la lettera di Claudio Missaglia, mandato a casa dallo Spoleto Calcio

Questa la lettera dell'attaccante Claudio Missaglia, allontanato dall'oggi al domani dalla società dello Spoleto. "Visto e considerato che la società Spoleto non dà l’ufficialità del mio allontanamento, lasciando  con superficialità un giocatore con famiglia, a piedi e senza soldi, non posso far altro che dire la mia!!! Premetto che, come tutti sapete, non sono mai stato un tipo dalla gestione facile. Ma nessuna squadra, fino ad ora, mi aveva mandato via o richiamato a causa del mio scarso impegno, quando a mio modo di vedere mi sono allenato meglio qui che in tutti gli anni passati. Ma è un pensiero lecito da parte di un mister o della società con la quale non ho mai parlato. Né con la principessa né con il signor Pincione, visto che la trattativa l’ho portata avanti con il direttore Multineddu e il mister. Ma è difficile per me allenarmi con entusiasmo quando un mister ti dice che ha sbagliato a prendermi perché non servo alla sua causa, che non mi avrebbe fatto giocare mai più di 15/20 minuti e che dovevo pensare solo alla famiglia e a prendere i soldi. Io purtroppo sono fatto male, anch’io posso avere le mie colpe ci mancherebbe, ma dopo quella notizia, senza entusiasmo, mi viene difficile svolgere il mio compito. Soprattutto per il fatto che sono stato 15 giorni ad allenarmi a Spoleto prima di firmare. Quindi, se dopo un mese mi dici che non sono adatto al tipo di squadra, vuol dire che chi prende le decisioni non ha le idee molto chiare. Per non parlare del fatto che, da quando sono arrivato io, erano stati mandati via già quattro giocatori presi a dicembre, tre dei quali poi reintegrati. Tutto in base a come gira in quel momento.
Tornando al 18 febbraio, appresa dal Mister la notizia che non facevo più parte della rosa, ho chiamato il presidente (da tutti ritenuto il signor Pincione) che non si è nemmeno degnato di rispondere. Anzi, ad un mio messaggio, mi ha scritto "Idiota" e mi ha fatto il gesto del vaff... con il dito medio!!! Possibile che un presidente non comunichi una decisione ad un suo tesserato ma si affidi al Mister!?!? Io sarò l’idiota, ma credetemi che io una situazione come a Spoleto non l’ho mai trovata!!! E il fatto che non giocassi, era l’ultimo dei miei pensieri nonostante rosicassi tantissimo.
Con i rimborsi, fino a quando ci sono stato io, tutto in regola. Su questo va dato atto, ma per il resto non c’è nulla. Giocatori che si allenano con i panni portati da casa perché non ci sono per tutti e delle volte sono bagnati fradici, non per colpa di chi li lava, ma di chi non organizza bene la lavanderia.
Giocatori che la domenica vengono alla partita in borghese e con borse proprie perché non ci sono per tutti. Un allenatore a cui tutto è concesso, dagli atteggiamenti, alle cose che dice, a come tratta giocatori e cose, a ciò che fa di consuetudine. Non sto ad elencarle tutte perchè tanto chi ha visto o chi lo conosce sa alla perfezione. Dovevo dare retta a chi mi diceva che non sarei mai andato d’accordo con lui. È la prima volta che mi succede che un mister denigri tutti gli acquisti di dicembre fatti da lui, dicendo che la squadra è diventata più scarsa. Per non parlare delle video conferenze fatte dalla società dopo un pareggio o peggio ancora subito dopo una partita dentro gli spogliatoi, offendendo. Quando i campionati si vincono, secondo il mio punto di vista e grazie al fatto che ho avuto la fortuna di vincerne qualcuno, si vincono in tutt’altro modo rispetto a quanto avviene a Spoleto. Anche se delle volte succede l’impossibile grazie ad un gruppo forte e coeso come è quello dello Spoleto, ma con vedute differenti delle mie. Nessuno si informava delle squadre avversarie, punti deboli e punti forti, non c’è interesse di provare a fare il meglio per tutti. Pensano solo che visto che spendono tot, vincono. E quando ricordo che Moratti allora avrebbe dovuto vincere cento campionati e cento Champions mi guardano senza sapere cosa rispondere. Ma soprattutto non ho mai visto una società a cui non interessa il benessere del giocatore. Pensano che una volta pagati i giocatori tutto vada bene. Per la seconda volta in un mese sono riusciti a mandare via due giocatori con famiglia senza un minimo pensiero, dicendoci che non ci pagano gli ultimi rimborsi, e senza dare alcune spiegazione in merito (almeno a me). Non capisco neppure, come si possibile che le federazioni permettano tutto ciò. Non credo che sia concesso o tollerato tutto questo. Ne sono successe di tutti i colori, che se l’elenco tutte stiamo qui per almeno 3 ore, e ciò che è successo a me può succedere a tutti, in qualsiasi momento. Non è più il calcio che ero abituato, sebbene abbia fatto sempre l’Eccellenza e non categorie più alte. Prima o poi toccava andare a lavorare pure a me e dovrò anticipare i tempi, sperando di avere più fortuna il prossimo anno e di trovare una squadra vicino casa dove, sicuramente, ci sarà organizzazione e voglia di far bene. L’unica fortuna che ho avuto, è di non aver trovato prima una situazione come questa, e di aver trovato presidenti con la P maiuscola, perché altrimenti avrei smesso prima!"

CLAUDIO MISSAGLIA