La verità sul record mondiale di Marco Fratini: mai nessuno ha nuotato quanto lui in piscina per 24 ore!

02.01.2019 12:37 di Antonello Menconi  articolo letto 1373 volte
La verità sul record mondiale di Marco Fratini: mai nessuno ha nuotato quanto lui in piscina per 24 ore!

24 ore di nuoto non stop con un fantastico record mondiale. È la sfida che ha affrontato il quarantacinquenne Marco Fratini che, indossando il costume da fondo, si è tuffato nell’acqua della Piscina Pellini, a Perugia, per riemergere alla stessa ora del giorno seguente. Una vera e propria maratona di nuoto durante la quale ha percorso ben 70 chilometri. A certificare l’impresa, 18 giudici FIN (Federazione Italiana Nuoto) che, ogni 3 ore, si sono alternati a bordo vasca. Molti anche i nuotatori che, nell’arco della 24 ore, si sono in acqua per sostenere Fratini al quale è stato consentito nuotare in tutti gli stili ed effettuare brevi pause per riprendere fiato e per nutrirsi. Dal punto di vista tecnico quindi nulla a che vedere con l'altrettanto entusiasmante record stabilito nel dicembre del 2008 a San Alfonso del Mar in Cile dal palermitano Mauro Giaconia, che nelle 24 ore aveva nuotato per la distanza di ben 101 km. In quel caso però venne realizzato realizzato nella piscina salata più grande del mondo e quindi in condizioni totalmente differenti dal nuotare in una piscina da 25 metri in acqua dolce (che è ovviamente più pesante e quindi aumenta le difficoltà natatorie, facendo più resistenza). Quindi, due diversi record del mondo. “Dopo la stagione estiva – afferma l’atleta, in forza all’Amatori Nuoto Perugia - mi andava di misurarmi in qualcosa di più importante e mi è venuto in mente di guardare se qualcuno aveva mai nuotato per un giorno intero. Dopo essermi documentato, ho proposto l’idea al mio coach Stefano Candidoni, che pensava scherzassi. Subito dopo abbiamo cominciato a pianifica il tutto!”. Oltre che al coach, Fratini ha affidato la sua preparazione anche alla nutrizionista Aurora Amato, alla psicoterapeuta Anna Grazia Frascella e alla massiofisioterapista Cristina Amato. L’obiettivo era quello di vincere una sfida sportiva e proporre anche una gara di solidarietà: il ricavato della giornata è stato infatti devoluto all’AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla.